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la chiesa di Santa Maria degli Angeli

Nelle rarissime immagini antecedenti l’ eruzione del 1928, appare come una modesta chiesetta rurale, a navata unica terminante con un piccolo corpo absidale.

Il prospetto principale, privo di qualsiasi elemento decorativo, presenta un semplice portone di ingresso, ed è affiancato dalla torre campanaria a pianta quadrata, caratterizzata nella parte sommitale dai resti di tre merli.

Nonostante l’aspetto modesto, e l’ubicazione decentrata, ai margini dell’abitato, La Chiesa di Santa Maria degli Angeli era la più antica della città di Mascali. Viene menzionata per la prima volta nelle Rationes decimarum del 1308 – 1310 insieme ad un’altra chiesa, quella di San Niccolò della quale, nel 1928, non restavano più tracce o memoria tra la popolazione.

Il cinque ottobre del 1558, richiamati dai rintocchi delle campane della chiesa “sub vocabulo S. Mariae” gli abitatori del territorio di Mascali si radunarono per conoscere ed accettare i Capitoli ed Ordinazioni concessi dal vescovo conte Nicola Maria Caracciolo, ovvero una serie di diritti e doveri che segnavano l’inizio della storia moderna di Mascali.

Distrutta o seriamente danneggiata dal terremoto del 1693, fu ricostruita e conservò il titolo di chiesa madre fino al 1714 quando venne definitivamente sostituita dalla chiesa, più grande e solenne, dedicata a San Leonardo Abate.

Agli inizi dell’ottocento appariva già come un edificio “antico e rovinoso, e perciò senza culto, ed abbandonato”.

Il sette novembre del 1928, in una rara fotografia, appare semidistrutta della colata lavica che già dalla sera precedente ha investito la città. Sotto la lava andrà perduta anche l’antichissima statua di Santa Maria degli Angeli.

(Leonardo Vaccaro)