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il piano della fiera

Nella vecchia città di Mascali, prima che l’eruzione del 1928 la seppellisse sotto una spessa coltre di lava, si svolgeva una secolare fiera del bestiame in coincidenza con i festeggiamenti del Santo Patrono e per questo motivo denominata “Fiera di San Leonardo”.

Nei primi giorni di novembre una folla di uomini invadeva le strade di Mascali e le bettole del paese facevano affari d’oro sfamando gli avventori con pasta, uova dure, pescestocco e fiumi di “pesta imbotta”, un vino leggero e dal colore rosato  prodotto dai  rinomati  vigneti di nerello mascalese.

Uomini e bestie (cavalli, asini, vitelli) si radunavano in un terreno ubicato ai confini del centro urbano nel quartiere “Ponte Vecchio” e comunemente denominato “Piano della Fiera”; esso confinava a settentrione e a oriente con il torrente Vallonazzo, dalle cui periodiche piene lo proteggevano spesse mura di cinta, a sud con la Via Ponte Vecchio e a occidente con la Via Vallonazzo. Il terreno si componeva di una prima porzione coltivata ad agrumeto con circa 150 rigogliose piante di limoni, e di una seconda porzione  destinata annualmente alla semina di orzo e lupini con la presenza di poche e sparse piante di mandorlo ed ulivo.  L’estensione totale del locale ammontava a circa  6.000 mq.

Il terreno fu di proprietà privata fino al 1904, quando il consiglio comunale di Mascali, riunito in seduta straordinaria, ne deliberò l’acquisto ritenendolo indispensabile per lo svolgimento della fiera.

(Leonardo Vaccaro)