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Da bambino, percorrendo coi nonni la strada che da Macchia, attraversando la piccola frazione di Tagliaborse, portava a Nunziata, per andare a far visita ai parenti, mi interrogavo spesso sul perché, dopo aver attraversato rigogliosi agrumeti e boschetti, il paesaggio cambiava bruscamente con un tratto di deserto scuro e roccioso da cui era possibile intravedere un piccolo altarino della Madonna, di volta in volta indicatomi da mia nonna affinché rivolgessi una preghiera. "Sotto quell'altarino c'è il cimitero" mi diceva, ma mi risultava alquanto difficile capire il motivo per cui un cimitero dovesse trovarsi sottoterra.

Crescendo seppi della storia di Mascali, della colata lavica che l’aveva distrutto. Mi incuriosivano soprattutto gli aneddoti che raccontavano i più anziani, in cui la cronaca si mischiava ormai inevitabilmente alla leggenda.

Sorse dunque la curiosità di voler conoscere quali forme avesse la città che per filiazione aveva dato origine a tutti i centri urbani del territorio dove sono nato ed abito. Cercai così in vari modi di recuperare le immagini esistenti, in cui poter anche solo intravedere il profilo dell’abitato scomparso.

il progetto

L'idea del progetto grafico tridimensionale nacque dopo aver preso visione di una foto aerea dell'abitato di Mascali risalente al giorno precedente la sua distruzione. L'immagine (in realtà un collage di tre foto) - facente parte del fondo del vulcanologo prof. Gaetano Ponte (1876-1955), presso l'Archivio Fotografico Toscano - che che per gli appassionati di storia locale rappresenta un vero tesoro, è stata la base dove poter individuare i vari edifici, strade ed altri elementi riscontrabili nelle preziose foto e cartoline che ritraggono l'antico abitato.

A fronte però di una notevole quantità di immagini ritraenti il centro della città, ovvero il duomo e i suoi dintorni, vi sono ben poche testimonianze visive riguardanti i quartieri periferici. Inoltre, molte delle foto che ho utilizzato come riferimento per questo progetto, furono scattate proprio in occasione dell'eruzione lavica, di conseguenza risulta impossibile determinare le caratteristiche esterne di alcuni edifici i cui tetti e volumi sono invece localizzabili nell'aerofotogrammetria. Quindi, ove non è stato possibile rinvenire anche solo minimi riferimenti degli edifici, ho optato per il solo disegno di ipotetici volumi.

Tengo dunque a precisare che tale lavoro resta sì, ahimé, incompleto, ma comunque aperto, in attesa di ulteriori fortuiti ritrovamenti.

descrizione generale

L'antica città, al contrario di quella attuale, si trovava in collina, attraversata da due diversi corsi d'acqua, il torrente "Pietrafucile" o "Vallonazzo" e il torrente "Salto del Corvo". L'alveo del primo torrente tagliava in due l'abitato, passando proprio accanto l'antica chiesa matrice. 

Gli assi viari principali si intersecavano perpendicolarmente dando origine al piano San Cristoforo ed erano rappresentati dalla lunga via Corso, strada che andava da monte a valle, su cui insisteva il palazzo del Municipio e dalle contigue via Balzo, via Duomo e via Sant'Antonino, che attraversavano l'abitato in direzione sud-nord.

Oltre al duomo dedicato a San Leonardo, il paese contava altri tre edifici sacri noti e visibili:

- la chiesa delle Anime Purganti, a pochi passi dalla piazza principale del paese, sulla cui facciata campeggiava un'effigie di San Cristoforo;

- l'antichissima chiesa in disuso di Santa Maria degli Angeli risalente probabilmente ai primi secoli dell'era cristiana;

- la chiesa dedicata a Gesù e Maria, meglio conosciuta come chiesa di Sant'Antonino, risparmiata dall'eruzione del '28 e ancora oggi esistente, seppur in parte modificata.

Tra i monumenti degni di nota vi era sicuramente un'antica torre medievale in rovina, in prossimità della chiesa madre, secondo la leggenda una delle sette torri della Contea di Mascali.

Il monumento ai caduti della Grande Guerra, collocato pochi mesi prima l'eruzione, campeggiava in una piazzetta sulla via principale, la via Duomo, nelle vicinanze della Chiesa degli Angeli.

Alcune palazzine in stile liberty adornavano le vie principali, mentre la maggior parte delle abitazioni era ascrivibile ai due secoli precedenti.

A Mascali come a Carrabba vi era la presenza di diversi stabilimenti industriali per la lavorazione degli agrumi, coltivazione principale insieme ai vigneti.

Si ha notizia di un edificio, identificato dai più come un antico carcere, che nel prospetto principale presentava alcune interessanti decorazioni presumibilmente d'epoca barocca, ma purtroppo di ciò non è rimasta alcuna documentazione fotografica.

(Ubicazione dell'antico duomo di Mascali sulla mappa attuale)