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gli stabilimenti industriali

Tra la fine dell’ottocento e gli inizi del secolo successivo i prodotti agrumari (freschi e derivati quali essenze ed acido citrico) rappresentavano una delle principali voci della economia siciliana.

I derivati agrumari erano richiesti soprattutto dal mercato estero ed in particolare dagli Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Austria e Russia.

La loro produzione veniva realizzata in numerosi stabilimenti concentrati soprattutto nelle provincie di Messina e Catania. Nel 1890 nel catanese si contavano 49 stabilimenti e di questi 16 erano ubicati nel comprensorio Mascalese.

L’eruzione dell’Etna del 1928 inferse un gravissimo colpo all’economia della città di Mascali distruggendo ben 8 stabilimenti agrumari.

Di queste industrie 4 erano ubicate nel centro cittadino mentre le restanti 4 si trovavano nella frazione di Carrabba in prossimità della Stazione Ferroviaria, e davano annualmente lavoro a circa 1.000 operai tra raccoglitori, carrettieri, caricatori e scaricatori, tagliatrici, cavatrici, torchiatori, citratara, sfumatori, strapazzieri, capiciurma e capo fabbrica,

Lo stabilimento di Arcangelo D’Angelo era il principale della città. Sorgeva tra la Via San Giorgio e la Via Galileo. Occupava una superficie di oltre 2.000 mq con ampi cortili, rimesse e scuderie. La parte coperta  era composto dal pianterreno occupato dai vani destinati alla lavorazione degli agrumi e dai refettori degli operai. Al primo piano si trovavano gli uffici, i dormitori degli operai e l’abitazione dei proprietari. Lo stabilimento era dotato di ben 12 torchi e diverse presse idrauliche, produceva essenze ed acido citrico (ben 87.154 kg durante la stagione agrumaria del 1920/1921). Distrutto totalmente durante l’eruzione del 1928 venne ricostruito ai margini del nuovo abitato di Mascali lungo la statale Messina – Catania, ma intanto l’economia siciliana era profondamente cambiata ed il mercato dei derivati agrumari era sprofondato in una crisi irreversibile

(Leonardo Vaccaro)