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Cenni storici

L'attuale Mascali è ubicata sulla Strada Statale 114 a circa 1 km dal mare, tra Giarre e Fiumefreddo. Essa è il risultato della ricostruzione avvenuta durante gli anni '30 per opera del governo fascista.
Poco distante e leggermente sopraelevata era la posizione del precedente abitato, rimasta invariata nel corso dei secoli.

Il toponimo è di origine incerta, ma sembra derivare dal greco bizantino Μασχάλη, che potrebbe significare "ascella" o, più opportunamente "ramoso", "boscoso" (riferendosi ai fitti boschi che, un tempo, coprivano per intero il versante orientale dell'Etna).
Non si conosce con precisione a quando risalga il primo abitato. Papa Gregorio Magno in una sua epistola al vescovo di Taormina, nell'anno 593 d.C., alludendo ad un antico monastero, probabilmente ubicato nei pressi dell'attuale paese di Vena, citò Mascali scrivendo: "[...] Quod est super Maschalas [...]" (Che è sopra Mascali).
Assoggettata dagli Arabi nel X secolo, Mascali fu conquistata da Ruggero il Normanno nel 1082 e pochi anni più tardi passò al potere temporale della diocesi di Catania.
Il viaggiatore arabo Al-Edrisi nel 1154, descrive Mascali come un villaggio adagiato su di un colle, lodandone la fertilità dei terreni e l'abbondanza d'acqua.
Durante il XIV secolo, Mascali fu protagonista della lunga guerra angioino-aragonese soffrendo nel 1357 un lungo assedio ad opera dei Calatabianesi alleati dei francesi, con la successiva messa a ferro e fuoco della città a causa della sua fedeltà alla Corona d'Aragona.

Nel 1543, il vescovo di Catania Niccolò Maria Caracciolo ottenne da Carlo V il "mero e misto imperio", ossia la giurisdizione civile e criminale sul territorio, istituendo così ufficialmente la Contea di Mascali, i cui terrenti furono ceduti in enfiteusi a ricchi proprietari in massima parte acesi e messinesi. Ebbe dunque inizio il progressivo disboscamento e popolamento del territorio che ben presto, dal mare alla montagna, si riempì di lussureggianti vigneti e di nuovi piccoli e sparsi centri urbani dipendenti dal centro di Mascali economicamente e giuridicamente.
Il XVII secolo fu caratterizzato da un consistente aumento demografico, ravvisabile soprattutto nella crescita dei nuovi borghi della contea e determinato dalle donazioni enfiteutiche del vescovo conte Michelangelo Bonadies.
Nel 1693 il disastroso terremoto del Val di Noto lasciò Mascali semidistrutta; già in tale epoca si pensò di ricostruirla più a valle, ma il terreno acquitrinoso della piana sottostante ne scoraggiò l'insediamento. Ciò che fu spostato in pianura fu invece il tratto dell'antica strada d'origine romana, la via consolare valeria che fino ad allora aveva attraversato il centro abitato, fornendo così ai viandanti un percorso nettamente più agevole.
Nel XVIII secolo la Sicilia, passò in mano borbonica. Questo segnò però la fine della vecchia e gloriosa contea di Mascali, che fu ceduta dai vescovi catanesi alla casa reale nel 1757. La città di Mascali, tagliata fuori dai traffici commerciali e ormai in posizione periferica iniziò così il suo lento ma inesorabile declino. A causa dell'eccessiva fiscalizzazione a cui i terreni erano sottoposti, sempre più insistenti si fecero inoltre le richieste di autonomia amministrativa da parte dei numerosi borghi sorti sul territorio della vecchia contea, primo fra tutti il "Quartiere delle Giarre", l'odierna Giarre, divenuto ben più grande e ricco della stessa Mascali e che ottenne la secessione nel 1815.

Data cruciale per la storia di Mascali è quella del 6 novembre del 1928, ricorrenza di San Leonardo, ancora oggi protettore della città, quando la lava dell'Etna, fuoriuscita da una bocca apertasi ad appena 1150 m di quota, incanalandosi nel torrente Pietrafucile che attraversava l'abitato, seppellì Mascali per intero lasciandone integra solo una piccola porzione periferica, l'odierna frazione di Sant'Antonino.

Fu negli anni immediatamente seguenti che se ne prospettò una ricostruzione in pianura. L'allora ministro ai Lavori Pubblici Giovanni Giuriati, su disposizioni dello stesso Mussolini decise di dare inizio alla costruzione di due-tre centinaia di case come primo nucleo abitativo della Nuova Mascali. 

estratto da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Mascali